Piuzzo, papà, parole

copertina libro di Roberto Puglisi Amare vuol dire non perdersi mai

Lo apri in un punto qualsiasi. E trovi qualcosa che sembra averti riconosciuto. Con Amare vuol dire non perdersi mai, pubblicato da Navarra Editore, Roberto Puglisi raccoglie in un libro tratteggi di vita, persone, incontri, perdite, ritorni. Questi ultimi, in particolare, affiorano attraverso luoghi e dettagli.

Più che raccontare, scende sul fondo delle sensazioni e degli affetti, dove le parole non sono mai soltanto parole: sono presenze, vicine e lontane. È così che entri dentro stanze abitate. La casetta azzurra, le estati, la casa delle zie con i soffitti alti e il pianoforte verticale. Luoghi che non appartengono soltanto alla memoria di chi scrive. Basta poco perché diventino anche i nostri. Oppure sono già nostri.

La memoria, del resto, quando è autentica, ha questa qualità: non esclude, accoglie. Sempre.

Nel libro convivono molti Roberto. Il bambino, il ragazzo, l’uomo di oggi, quello che continua a cercare, soprattutto attraverso la scrittura. Non si susseguono in ordine, si parlano. Il tempo, allora, perde i suoi confini. Ci sono pagine che scorrono leggere, come un pomeriggio vicino al mare o un mattino in un giardino profumato. Altre chiedono silenzio. Non perché difficili, ma perché toccano pensieri che ciascuno custodisce a modo suo.

Mi è capitato di fermarmi. Non per capire meglio le parole, ma per ascoltare quello che avevano lasciato. Alla fine resta una sensazione semplice. L’amore non cancella le assenze. Le trasforma. Continua a tenere insieme ciò che il tempo separa dialogando con noi.
Non smettiamo di appartenere a ciò che abbiamo amato.

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